L'alluvione del 1951 colpì duramente l'Ogliastra e portò all'abbandono progressivo del vecchio abitato di Gairo. Le case restano, svuotate, su un versante che si muove: è un documento fisico di una decisione collettiva.
Il comune si articola oggi in nuclei diversi, dall'interno alla costa. Questa dispersione, tipica di molti paesi sardi ricostruiti nel Novecento, è parte della storia da raccontare tanto quanto le rovine.





